Pochi romanzi hanno saputo raccontare la Sicilia con la potenza evocativa de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La terra descritta è un mosaico di paesaggi aridi e giardini lussureggianti, palazzi decadenti e borghi silenziosi, luoghi che racchiudono l’anima profonda di un’isola sospesa tra passato e presente.
Se di solito il punto di partenza di un'analisi di un'opera letteraria è connesso ai personaggi che creano legami tra loro e con lo spazio entro cui si muovono, nel caso de Il Gattopardo è necessario partire dalla sua geografia. Non a caso, i luoghi citati e descritti non costituiscono semplicemente uno sfondo, ma assumono il ruolo di veri e propri protagonisti, simboli della memoria.

Tomasi di Lampedusa li carica di un significato profondo, trasformandoli in testimoni silenziosi del tempo che scorre, custodi della memoria storica e culturale, per descrivere un'identità perduta e specchiando nel paesaggio stesso il tramonto di un'intera epoca. Il romanzo, infatti, non è solo la storia di una famiglia aristocratica in decadenza, ma è anche la cronaca della trasformazione dell'isola, i cui luoghi e le cui architetture subiscono gli stessi mutamenti sociali e storici dei loro abitanti.

I Luoghi del Romanzo
Palazzo Lampedusa, situato in via Lampedusa n. 17 a Palermo, fu il luogo di nascita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il quale ne Ricordi d’infanzia (1955) lo ricordava con grande affetto, descrivendolo con "abbandono assoluto". L’edificio, appartenente alla nobile famiglia Tomasi, subì gravi danni durante i bombardamenti del 1943. La madre dello scrittore, Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, vi rimase anche dopo la distruzione, vivendo nelle poche stanze rimaste agibili fino alla sua morte. Il cortile del palazzo è stato restaurato tra il 2011 e il 2015, ispirandosi ai ricordi dell'autore.
Palazzo Lanza Tomasi, residenza dell'autore negli ultimi anni della sua vita, ospita oggi un museo a lui dedicato. L'edificio, sito in via Butera, nel cuore dell’antico quartiere arabo della Kalsa, fu costruito nel 1768 come Collegio Imperiale per l'educazione dei nobili e, successivamente, modificato in stile vanvitelliano dopo l'acquisto da parte del principe di Galati. Nel 1849 divenne proprietà del principe Giulio Fabrizio di Lampedusa, antenato dello scrittore, per poi passare a vari proprietari fino a tornare alla famiglia di Giuseppe Tomasi. Qui lo scrittore si trasferì con la moglie, l'affascinante psicoanalista Alexandra Wolff.
Oggi il palazzo è stato restaurato da Gioacchino Lanza Tomasi e ospita una casa-museo dedicata allo scrittore. Vi si conservano ritratti di famiglia, arredi preziosi, arazzi e dipinti provenienti dalle residenze distrutte di Palazzo Lampedusa e Santa Margherita di Belice, oltre a opere di artisti moderni e contemporanei come Wilson, Pomodoro, Paladino e Picasso, testimoniando il dialogo tra tradizione e innovazione nel lascito culturale di Tomasi di Lampedusa.

Palazzo Trinacria, progettato nel 1840 per il Principe di Trabia, fu il primo albergo di Palermo. Costruito dagli architetti Andrea Gigante e Vincenzo Trombetta, si affacciava sul Foro Borbonico (oggi Foro Italico) sopra le Mura delle Cattive. L’edificio testimonia un'epoca in cui la ricettività cittadina era ancora limitata e fu scelto da Tomasi di Lampedusa per ambientare la scena della morte del Principe di Salina ne Il Gattopardo.
Villa Tomasi ai Colli, acquistata nel 1845 dal principe Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa, fu trasformata in un osservatorio astronomico, tanto da essere definita nel 1883 “l’unico osservatorio in Italia degno di nota”. Progettata nel Settecento dall’architetto Giovanni del Frago, la villa presenta una tipica struttura a “C”, uno scalone monumentale e un giardino un tempo sontuoso. Alcuni strumenti astronomici del principe sono oggi conservati al Museo della Specola. Si ritiene che abbia ispirato Villa Salina ne Il Gattopardo.
La cittadina di Palma di Montechiaro, fondata nel XVII secolo dagli antenati di Lampedusa, rappresentava per lo scrittore un luogo di profonde radici familiari. Qui sorge il Monastero delle Benedettine, reso celebre nel romanzo dalla visita di Don Fabrizio, che si reca alla sepoltura di Maria Crocifissa della Concezione, al secolo Isabella Tomasi di Lampedusa, nota come la Beata Corbera, antenata del principe.
Il Palazzo Ducale, situato a Palma di Montechiaro, è oggi visitabile e testimonia il legame della famiglia Tomasi con questo territorio. Il Palazzo Filangeri di Cutò, situato a Santa Margherita di Belice, fu una delle residenze più amate da Tomasi di Lampedusa, ma venne distrutto dal terremoto del 1968. Attualmente ospita un Parco Letterario dedicato allo scrittore, che celebra il legame tra il luogo e la sua opera.
Dimora dei cugini di Giuseppe Tomasi, Villa Piccolo a Capo d'Orlando, con il suo vasto giardino e il pergolato di glicine, fu una fonte di ispirazione per il Gattopardo. Qui, tra la natura e il silenzio, lo scrittore trascorse momenti di riflessione e condivisione con la famiglia Piccolo, il cui mondo intellettuale e artistico arricchì il suo immaginario letterario.
I Luoghi del Film di Luchino Visconti
Luchino Visconti, aristocratico e profondamente legato al mondo raccontato ne Il Gattopardo, scelse con estrema cura le location per il suo capolavoro cinematografico del 1963, cercando di ricreare con fedeltà l'atmosfera della Sicilia ottocentesca.
Situato nel cuore di Palermo, Palazzo Valguarnera Gangi divenne il set della celebre scena del ballo, una delle più iconiche del film. Visconti curò ogni dettaglio storico con estrema precisione, ricreando l’eleganza e il fasto dell’aristocrazia siciliana attraverso la magnificenza della sala degli specchi, dove Don Fabrizio (Burt Lancaster) danza con Angelica (Claudia Cardinale). Sempre qui, sulla terrazza del palazzo, si svolge la cena degli ospiti, con una vista suggestiva su piazza Sant’Anna, da cui è visibile la chiesa omonima.

Per rappresentare Donnafugata, il feudo estivo della famiglia Salina (ispirato a Palma di Montechiaro nel romanzo), Visconti scelse il piccolo borgo di Ciminna, in provincia di Palermo. L’arrivo dei principi al feudo è accompagnato dal suono delle campane della chiesa di Santa Maria Maddalena, la stessa che ospitò le riprese del consiglio municipale. Per gli esterni del palazzo di Donnafugata, la produzione costruì una sontuosa facciata scenografica, oltre a rinnovare la pavimentazione della piazza. Gli interni, invece, furono girati nel Palazzo Chigi di Ariccia, nei Castelli Romani: qui, nella sala da pranzo estiva, avviene l’incontro tra Tancredi (Alain Delon) e Angelica, mentre la stanza da letto di Don Fabrizio e il suo studio furono ambientati rispettivamente nella camera di Agostino Chigi Albani e nella celebre Sala delle Belle, decorata con ritratti delle nobildonne romane.
Situata nei pressi di Palermo, Villa Boscogrande fu scelta per rappresentare Palazzo Salina, la residenza cittadina del principe. Sebbene l’ispirazione originale fosse Villa Lampedusa a San Lorenzo Colli, Visconti optò per questa elegante dimora settecentesca, caratterizzata da una maestosa scalinata a ferro di cavallo. Nelle sue sale si svolgono le prime scene del film: la recita del rosario nel grande salone viene bruscamente interrotta dalla notizia dell’uccisione di un uomo, e poco dopo, nella sala ottagonale, Don Fabrizio ordina a Padre Pirrone di accompagnarlo a Palermo.
Durante il viaggio verso Donnafugata, la famiglia Salina attraversa i suggestivi paesaggi di Piana degli Albanesi, dove Visconti girò la scena del posto di blocco, nei pressi del lago omonimo.

Le scene della battaglia tra le truppe garibaldine e l’esercito borbonico nel 1860 furono girate nel quartiere della Kalsa, cuore storico di Palermo. Dopo l’ingresso in piazza Magione, il film mostra la fucilazione di alcuni uomini in piazza San Giovanni Decollato, restituendo con realismo il clima turbolento dell’epoca.
Attraverso queste scelte di location, Visconti riuscì a creare un'opera visivamente straordinaria, capace di immergere lo spettatore nella bellezza e nella decadenza della Sicilia aristocratica di fine Ottocento.

I Luoghi della Serie Netflix
La nuova serie Netflix, girata nel 2023, ha utilizzato oltre 50 location tra Sicilia, Roma e Torino. Diretta da Tom Shankland, con il contributo di Giuseppe Capotondi (episodio 4) e Laura Luchetti (episodio 5), la serie è stata scritta da Richard Warlow, anche creatore ed executive producer insieme a Benji Walters. Attraverso la storia del Principe di Salina, la narrazione esplora le trasformazioni dell'Italia di ieri e di oggi.
Il team creativo comprende Nicolaj Bruel alla fotografia, Carlo Poggioli ed Edoardo Russo ai costumi, Dimitri Capuani alle scenografie e Paolo Buonvino alle musiche originali.

Location in Sicilia
A Palermo, Palazzo Comitini è stato utilizzato per rappresentare Villa Salina, mentre Piazza Villena (Quattro Canti) ha ospitato la scena dell’ingresso dei Mille. Villa Valguarnera e Villa Spedalotto a Bagheria hanno fatto da sfondo al sontuoso giardino settecentesco e agli interni di casa Salina, mentre Via Matteo Bonello è stata scelta per l’ingresso del Principe di Salina in città.
Le Chiese della Martorana e San Giovanni degli Eremiti hanno rappresentato il monastero presso cui Concetta è educanda, mentre Villa Wirz è stata la casa di Tancredi. Tra le altre location palermitane troviamo Piazza Pretoria, Piazza Bellini, chiesa di San Giuseppe dei Teatini e i giardini di Villa Tasca.
La baia di Santa Margherita nel trapanese ha ospitato la scena dello sbarco dei Mille.
Nella Sicilia orientale, il viaggio della famiglia Salina verso Donnafugata è stato ambientato nei Calanchi di Cannizzola, in provincia di Enna, mentre il borgo immaginario di Donnafugata è stato ricostruito a Ortigia (Piazza Duomo). Palazzo Biscari a Catania è stato utilizzato per alcune scene del ballo della Liberazione, mentre la Foresteria Planeta Wine Resort, nei pressi di Menfi, è stata scelta per le scene ambientate in campagna.

Location a Roma e Torino
A Roma, la cena tra i Salina e i Sedara è stata girata a Villa Parisi a Frascati. Le altre location della capitale sono il Teatro Costanzi, per la scena del Nabucco, e il Grand Hotel Plaza, per il ballo Monteleone.
A Torino, le riprese dell’aula della Camera dei deputati del Parlamento subalpino si sono svolte al Museo Nazionale del Risorgimento, mentre il ballo è stato ambientato a Palazzo Chigi. Gli esterni sono stati girati in Piazza Carignano (dove si trovava il Parlamento), Via Carlo Alberto e Piazza Palazzo di Città.

Il Gattopardo tra cinema e serie TV
Attraverso le sue trasposizioni, da quella cinematografica di Luchino Visconti alla recente serie Netflix, Il Gattopardo continua a esercitare un fascino senza tempo, restituendo con immagini potenti l’essenza di una Sicilia sospesa tra il suo glorioso passato e un futuro incerto. I luoghi descritti da Tomasi di Lampedusa, intrisi di memoria e decadente bellezza, diventano essi stessi testimoni di un’epoca che si dissolve, specchio di un’identità in trasformazione. Ma come è stata resa questa atmosfera nella nuova serie Netflix?
Se l’opulenza viscontiana rimane un punto di riferimento imprescindibile, la produzione più recente è riuscita, secondo voi, a cogliere lo spirito dell’opera e a rappresentare la Sicilia con la stessa forza evocativa? Avete visto la serie? Vi è piaciuta?
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